Cappuccino e cornetto

di cristinadellamore

No, in genere non lo facciamo, ci piace prendere la prima colazione a casa, ancora calde di sonno e profumate dei nostri odori notturni e mattutini. Ma stavolta sono stata io ad insistere, ha aperto un bar pasticceria che promette prelibatezze siciliane e lei mi ha accontentata con un sorriso quasi materno, forse ancora più bello di quelli che mi rivolge in altre circostanze: è quel sorriso che non chiede niente in cambio, di amore incondizionato, che so di non meritarmi sempre.

Freddo, umido, minaccia di pioggia. Lei ha rinunciato all’eterno tailleur e sembra un membro della Resistenza francese, lungo cappotto di cuoio nero, pantaloni scuri infilati in un paio di alti stivali stringati, il tutto completato da un baschetto rosso calato con negligenza su un occhio. Solo io so che indossa anche una camicetta di seta bianca che, mi ha promesso, toglierà non appena tornate a casa se io mi inginocchierò e le slaccerò devotamente gli anfibi.

Accanto a lei posso sembrare la parente povera: giubbotto di pile, jeans e scarponcini da lavoro, ma non importa, mi tiene per mano come fa sempre e mi sento una regina, anche oggi, lungo il viale deserto e umido in questa mattina.

Nel bar c’è luce forte, tepore e profumo di zucchero, burro e miele: cappuccino e cornetto per me, solo caffè per lei, che sorride vedendo il disegno di un cuore sulla schiuma della mia tazza. Ci accomodiamo ad un tavolino proprio mentre sulla porta si affaccia una signora non più giovanissima, che tiene al guinzaglio un cagnolino eccitato e peloso e chiede con rara educazione se può lasciarlo entrare con lei. E’ seguita da un’altra signora, più o meno della sua età, più piccola e più rotonda, e siccome sono vestite allo stesso modo, piumino d’oca, jeans e scarpe da ginnastica, si nota subito la differenza.

Lei beve il caffè in un solo sorso, come fa di solito, e mi accorgo che è interessata a questa strana coppia, che si è seduta al tavolino accanto al nostro ed ha ordinato cappuccini bollenti e ciambelle. Tra di loro parlano in inglese, a questo ci arrivo anche io, lei ascolta per un attimo e dedica subito tutta la sua attenzione a me, rivolgendomi l’altro sorriso, quello da amante, ricco di desiderio e di promesse. Mi dice anche di fare con comodo, non abbiamo fretta, c’è tutta la giornata davanti, ma non ci riesco, quando lei mi sorride e mi guarda così mi viene immediatamente voglia di abbracciarla e di fare l’amore, e quasi mi strozzo con il cornetto, quasi mi scotto col cappuccino, quasi mi metto a correre per arrivare prima possibile a casa.

Dopo, finalmente tra le sue braccia, finalmente appagata, mi faccio raccontare la conversazione che ha orecchiato e lei comincia chiedendomi: “Ti dispiacerebbe se diventassimo come quelle due signore? Vivono assieme da anni, tra Roma e un paesino scozzese, e si amano come il primo giorno”.

Annuisco: adesso che ci penso, erano bellissime.

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