Viaggiatori

di cristinadellamore

Una domenica tranquilla, avevamo deciso, rifiutando l’invito di mio cognato; siamo un po’ stanche, postumi di raffreddore per tutte e due, e quindi una giornata da passare in tuta, una buona zuppa calda e, magari, un bel film sul computer.

Poi la telefonata e la sorpresa sul volto di lei, che dice sì, va bene, vi raggiungiamo, e la spiegazione: il fratello di suo nonno, più giovane di quindici anni, qui a Roma con la moglie.

Del nonno lei non parla volentieri, e coglie l’occasione per raccontarmelo mentre mi porta al Verano: suo padre lo ha amato senza condizioni, ma lei non ha mai sopportato che abbia lasciato la moglie a sessanta anni, dopo averla tradita elegantemente per più di venti.

“Non per il tradimento, quando l’amore finisce va bene tutto, ma insomma, ho conosciuto la seconda moglie, la ex amante, chiamala come ti pare, ed è una persona orribile. Insomma, nonno secondo me era caduto dalla padella nella brace”.

Siamo arrivate, lasciamo la moto, saluti e presentazioni. Lui è simpatico, magistrato sulla via del pensionamento, lei una graziosissima sessantenne con un meraviglioso accento veneto. E poi dentro il cimitero.

Non ci avevo mai messo piede, ma se non pensi ai tutti i morti che ti circondano è un posto bellissimo, nonostante il cielo grigio e l’umidità, o forse anche per merito del tempo, proprio da visita ai defunti. Ed è un posto enorme, camminiamo per una eternità lungo il viale di accesso, scambiamo quattro chiacchiere e devo confessare che mi stanno molto simpatici, è chiaro che hanno capito che siamo sposate ma non hanno il minimo problema.

Lei è in pensione, lui ancora no, anche per un palese rispetto nei miei confronti non parlano di persone che non conosco. Parlano di diritto, e qualche cosa so anch’io, e posso infilare due parole che abbiano senso; e la mano di lei stringe la mia forse un po’ troppo, è un po’ tesa.

Siamo finalmente arrivati e c’è anche una cosa grottesca, non troviamo la scala che porta al secondo piano. Poi è lei che ci porta al posto giusto e, sorpresa, nel loculo non c’è solo il nonno, ma anche la sua seconda moglie, lo vediamo dai cartigli.

“Non posso ritrattare quello che ho appena detto”, mi sussurra lei, ma la cosa le ha fatto male, e si vede. La abbraccio, non so cos’altro fare, e lei, lì davanti, nel colombario, mi bacia.

“Nonno aveva tanti difetti, ma avrebbe capito, ne sono certa”.

Ed i miei nuovi amici fanno cenno di sì.

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