Manuale di autoaiuto

di cristinadellamore

Lei ha ripreso a lavorare, un lavoro completamente nuovo, da quello che posso capire dalla quantità di carte si porta a casa e nelle quali si immerge dopo cena, come ai vecchi tempi.

Il bello è che anche io ho cominciato a portarmi il lavoro a casa, e così ci dividiamo la scrivania di suo padre che in queste occasioni sembra sempre troppo piccola; mi hanno anche dato, in ufficio, un telefonino enorme, che uso anche come computer, e lei qualche volta alza gli occhi, soprattutto quando mi scappa qualche versaccio perché non riesco a fargli fare quello che voglio come se avessi le dita un po’ goffe.

Tutto questo dura fino a quando lei non butta tutto per aria, spegne con gesto deciso l’ultima sigaretta e decide che è tardi, è stanca e insomma, adesso basta. In realtà non le piace tanto, questo nuovo lavoro, lo capisco benissimo anche se non me lo ha ancora confessato; ma almeno non le crea i problemi che la hanno costretta a lasciare il vecchio.

Io so cosa devo fare: in genere a quell’ora sono tesissima, sto già cominciando ad organizzare mentalmente le attività del giorno dopo, e allora le chiedo di farmi il bagno; proprio così, come ad una bambina, manca solo che mi prenda in braccio per depositarmi nella grande vasca da idromassaggio ma sono troppo pesante per lei, ma per il resto mi spoglia, mi insapona, mi sciacqua, e alla fine mi avvolge in un enorme asciugamano, mi porta a letto e mi massaggia a lungo.

“Sento che ne hai bisogno, hai tutti i muscoli contratti”, dice spesso lei, prima di raggiungermi sull’asciugamano un po’ umido, “e ne ho bisogno anch’io”.

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