L’amore crudele

di cristinadellamore

“Papà e mamma lo vedevano almeno una volta al mese, abbracciati sulla stessa poltrona e con l’obbligo del religioso silenzio; voglio vederlo con te”.

E sia, un film di quasi cinquant’anni fa. Ma almeno pop corn e coca cola ci saranno?

“Questo non è un film da pop corn”.

E allora mozzarella di bufala di due giorni prima tagliata a dadini e schegge di prosciutto di Guarcino, e una bottiglia di Vermentino. Parte il film, ci stringiamo sulla poltrona di pelle, e come è bella Venezia, vorrei chiederle se mi ci porta anche solo per un fine settimana, ma c’è l’obbligo del silenzio, anche per noi.

Ed è bellissima anche Florinda Bolkan, e mi accorgo che lei le assomiglia un po’ e la stringo più forte. Se ne accorge e per un istante sento le sue labbra che sfiorano la mia pelle; ma il film continua, questi due si dilaniano come scorpioni in una bottiglia.

Il prosciutto è dolcissimo, la mozzarella è compatta e non cola il latticello, e mi viene quasi da ridere davanti alle basette del cameriere: ma come si fa a mangiare gli spaghetti a Venezia?

La guardo di sottecchi mentre lui confessa di essere malato terminale e una lacrimona le riga la guancia, mi muovo appena, vicine come siamo, e la bacio via: è salata e meravigliosa, sembra una goccia del suo piacere.

Gran scampanio, e sussulto, ed è lei a baciare me: tiene tra le labbra una fettina di prosciutto, la prendo, la mastico, è ancora più buono.

Fanno l’amore, ma sembra una sofferenza. Meno male, per noi è diverso, il calore del suo corpo accanto al mio, in questo momento, mi stimola, vorrei chiederle di spogliarmi ma non posso parlare, mi limito a stringerla di più, sono sicura che capisce.

Parlano di figli e mi sento male: lei lo sa, voglio un figlio suo, non vedo l’ora. Però capisco, questo paese ci odia solo perché ci amiamo. Lei se ne accorge e mi bacia di nuovo.

Ed alla fine parte l’adagio ed io mi metto a piangere, come una fontana, con i singhiozzi, ed in un attimo lei mi prende, mi stringe, mi stende sul tappeto e mi fa l’amore. Io urlo forte, fortissimo, il suo nome, e lei finalmente alza la testa e mi dice che sì, i suoi genitori avevano ragione a vedere questo film.

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