Faccia al muro

di cristinadellamore

“Stai lì e non muoverti. Allarga bene le gambe, di più, ancora di più, così. Mani dietro la nuca, gomiti aperti, su la testa. Sei stata cattiva stasera, hai civettato, hai guardato gli altri e ti sei lasciata guardare, lo sai cosa ti aspetta. Non rispondere, non parlare, non era una domanda. Non voltarti, tu non mi puoi vedere ma te lo dico io, ho messo quel giaccone di pelle che ti piace tanto, tutto borchie e chiusure lampo, ma l’ho lasciato aperto, e nient’altro; te ne accorgerai quando ti abbraccerò, alla fine. Ho anche gli stiletti, potrai leccarli, alla fine, se sarai stata brava e disciplinata. Ferma e zitta, non puoi muoverti e non puoi parlare, sto pensando a come punirti per quello che hai fatto. La cinghia di cuoio, magari, o forse la canna di bambù, o meglio ancora il frustino, adoro i segni che ti lascia sul culetto. Dieci frustate, allora, non una di meno, il doppio del solito, perché sei recidiva. Sei troppo bella, dovresti essere più modesta, quella gonna corta, quella camicetta trasparente, lo sai che devi indossarle solo per me. Zitta e ferma, senti la punta del frustino sul filo della schiena? Questa è una carezza, ma tra poco proverai ben altro. Sei pronta? Non rispondere, ancora non puoi parlare, lo decido io, lo sento che lo sei, sei tesa e stai tremando, e sento il profumo del tuo corpo. Stasera non potrai lavarti, voglio che fino a domani mattina ti tenga addosso il sudore e la paura. Ferma e zitta, per l’ultima volta. Solo quando avrò finito avrai il permesso di parlare, lo sai, mi dirai che mi ami e che ti piace, come piace a me, adesso, a me e a te, amore mio”.

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