Un’altra sorpresa

di cristinadellamore

Da quando ha lasciato il lavoro, sono felice di tornare a casa, aprire la porta e sapere che lei è lì che mi aspetta.

Poi un pomeriggio, stanca, fradicia di pioggia e di sudore, sono arrivata e non l’ho trovata; la casa era profumata di pulito per le sue fatiche di casalinga tutt’altro che disperata, ma vuota e silenziosa.

Sarà dovuta uscire per una commissione qualsiasi, ho pensato, e h0 scalciato via le scarpe bagnate, mi sono quasi strappata di dosso vestito e biancheria, e mi sono precipitata sotto la doccia: avrei fatto io una sorpresa a lei, ho pensato.

Acqua bollente, sapone profumato, vapore che riempie il box doccia. Lei ha spesso detto che ne vorrebbe far mettere uno nuovo, di quelli con i diffusori anche alle pareti e sul piatto, per un’esperienza di tipo hollywoodiano, ma l’idea di avere il bagno devastato ed impraticabile per giorni ci ha sempre trattenute, così come la necessità, il mattino, di doverci trascinare attraverso tutta la casa per utilizzare l’altro; ma forse, ho pensato, questa potrebbe essere l’occasione buona, può stare a casa e controllare il lavoro, ne dobbiamo riparlare.

Sapone negli occhi. Con le palpebre strizzate per contrastare il bruciore sono uscita a tentoni, ho messo il piede sul tappetino e mi sono trovata rudemente stretta da due braccia forti.

Ho gridato, prima di sentire due labbra morbide sulle mie, il sapore della sua bocca, il movimento agile della sua lingua.

Si è staccata da me per dirmi: “Cosa credevi, che ci fosse un estraneo? Sei stata egoista, hai fatto la doccia da sola”.

Ho ammesso la mia colpa, ma sono stata brava a farmi perdonare.

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