Rossa di sera

di cristinadellamore

Insomma, mi sono fatta rossa e lei non riesce a tenere le mani lontane dai miei capelli. Ogni occasione è buona perché li accarezzi, li tocchi, ci infili le dita, ed io mi sento come una gattina accarezzata per il verso giusto.

L’altra sera l’ho trovata più stanca del solito; le sue labbra, prima di aprirsi al mio bacio, avevano una piega amara che avevo sperato di non vedere più.

“Scusami”, mi ha detto poi, quando le nostre bocche si sono finalmente separate, “non me la sono sentita di cucinare”.

“Ci penso io”, ho risposto dopo un altro bacio, “se tu mi fai la treccia”.

E così mi sono abbandonata sulla vecchia poltroncina thonet e le sue dita agili prima scioglievano i nodi, poi lisciavano ed ammorbidivano, infine intrecciavano i miei capelli, e lei si scioglieva a sua volta, la sentivo alle mie spalle respirare profondamente e finalmente parlare: “Sì, mi hanno telefonato, e puoi immaginare chi. Non so chi lo abbia avvertito, ma so cosa vuole. Che dici, devo andarci”?

Ero sicura che si riferiva ad un avvocato che già la aveva molestata qualche tempo fa e che adesso aveva saputo, chissà come, che lei stava cercando  lavoro.

“Vacci”, ho risposto, “non hai bisogno di quel lavoro, puoi fargli capire che non è lui il padrone del mondo”.

E intanto già sentivo un gradevole calore nella pancia, perché le sue dita continuavano a muoversi ed a procurarmi tutte le sensazioni che potevo desiderare; e lei se ne era accorta. Era meno gentile, ogni tanto un piccolo strappo che mi faceva digrignare i denti, le unghie che mi graffiavano come per caso o per sbaglio, insomma voleva farmi sentire che era lì.

“Finito, guardati allo specchio e dimmi si va bene”.

Mi guardai, poi guardai lei che era dietro di me, prima di rispondere: “Non la scioglierò, potresti usarla per legarmi al letto, più tardi”.

Annunci