Asfalto bagnato

di cristinadellamore

Acquerugiola per tutta la notte ed anche in una specie di alba uggiosa e molto autunnale, e allora fuori dall’armadio le tute arancione che ci danno l’aspetto di viaggiatrici interstellari e che detesto perché quando mi siede alle sue spalle sulla moto e la abbraccio non riesco a sentire il suo corpo.

Lei ha guidato con molta attenzione, usando le marce basse, schivando le più evidenti rughe dell’asfalto ed evitando le buche più dure. Probabilmente ci abbiamo messo più tempo degli altri giorni, anche perché il traffico mi è sembrato più pesante e più confuso, ed ogni tanto lei doveva mettere un piede a terra per cercare un varco tra le macchine che si ammucchiavano lungo i quasi venti chilometri di strada che ogni mattina percorriamo; e insomma, quando finalmente mi ha depositata davanti all’ufficio ed ha rialzato la visiera del casco per baciarmi l’ho vista pallida e tesa.

Io invece, incredibilmente, stavo benissimo. Le vibrazioni della moto in mezzo alle mie gambe mi avevano regalato sensazioni particolari, e altrettanto incredibilmente, nonostante la tuta che la infagottava, mi era sembrato di sentire la sua pelle tiepida sotto le dita mentre la stringevo.

Lei doveva essersene accorta, perché dopo il bacio mi ha sorriso e la stanchezza è sparita dai suoi lineamenti, e mi ha detto con un sorriso: “Al ritorno andremo ancora più piano”.

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