La vigilia di Ognissanti

di cristinadellamore

Sì, insomma, Halloween, ovvero All-Hallows-Eve, che potrebbe derivare da Samain, festa celtica, ma anche no. D’altronde il cristianesimo si è impossessato della festa del dio Mitra e ne ha fatto il Natale, figuriamoci. Solo che non ci interessa più di tanto una disquisizione dotta sulle origini della festa, siamo state invitate da amici e vogliamo cogliere l’occasione per divertirci.

“Tu sarai la diavoletta tentatrice”, ha deciso lei con tono che non consentiva repliche, “ed io l’anima in pena”.

Quindi per me bustino, calze e scarpe rosso fuoco, ed adeguato trucco.

“Detesto truccarti, per quanto sei bella e perché non ne hai bisogno, ma accentuerò l’aspetto pericoloso della tua bellezza”, ha detto, e si è limitata a passarmi l’eye-liner un po’ più forte del solito ed a spalmare con un pennellino il rossetto più vivace e forte che ha trovato, brontolando un po’ perché “adesso non potrò baciarti fino a stanotte”.

Poi è toccato a me preparare lei. Un lenzuolo come sudario, drappeggiato più come una toga che come un mantello sulla lingerie bianca che le sta tanto bene, ma prima si è accomodata in poltrona, mettendosi nelle mie mani, nuda e splendida, magnifica causa di distrazione.

“Due cerchi neri attorno agli occhi, labbra nere, e tutto il resto bianco, l’ideale sarebbe gesso ma non ne abbiamo”, le ho suggerito, lei ha annuito e, come fa sempre, è rimasta immobile per tutto il tempo necessario. Una volta le ho chiesto come fa, e mi ha spiegato che quando si affida a me, per qualsiasi cosa, si sente meravigliosamente sicura, i muscoli si rilassano tanto da non sentirli più, e insomma restare immobile è meno faticoso che muoversi.

Pronte, ci siamo guardate allo specchio.

“Arriviamo, salutiamo e ce ne andiamo”, ha detto dopo un attimo di pausa, “qui ci divertiremo molto di più”.

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