La spesa settimanale

di cristinadellamore

Per abitudine, per educazione, per prudenza, anche se non sarebbe necessario lei insiste su un punto: “I soldi si spendono ma non si sprecano”.

Pare lo dicesse il nonno, che ricordava gli anni della guerra e dell’immediato dopoguerra e, forse, non si fidava del benessere raggiunto; doveva essere un bel tipo, mi dispiace di non averlo conosciuto, come non ho conosciuto i suoi genitori che dovevano essere delle persone meravigliose per aver cresciuto lei così come è diventata.

E allora, tra gli scaffali del supermercato, va in onda, in genere nel primissimo pomeriggio di ogni sabato, lo spettacolo del confronto e della ricerca della migliore offerta, senza dimenticare l’attenzione all’ambiente con la ricerca, se possibile, del mitico chilometro zero.

C’è da dire che se la protagonista è lei, ed io sono la spettatrice divertita, l’oscar per il miglior attore non protagonista va indubbiamente assegnato a quelle figure senza volto che decidono la posizione dei prodotti sugli scaffali: avete notato che, salvo casi eccezionali, su dieci marche di pomodori pelati quella che costa meno è collocata o  raso terra o immediatamente al di sotto del soffitto?

E allora è tutto un alzarsi sulla punta dei piedi o un chinarsi come per supplicare una qualche strana divinità.

E poi, quando la cassiera bruna e tatuata che è ormai diventata nostra amica emette il suo verdetto dopo aver eseguito il suo oscuro rituale (una serie di singulti ritmati al passaggio della merce su un oblò attraversi il quale non si vede nessun panorama), lei si lamenta sempre con le stesse parole: “Ma quale deflazione! Ogni volta spendiamo di più”.

“Ma stavolta abbiamo comprato i fili di zafferano”, le do corda io, strizzando l’occhio alla cassiera che già sta pregustando la scena.

“Sono indispensabili per gli gnocchi con salsiccia e fagioli cannellini”, risponde lei.

“Giusto, la salsiccia. Proprio quella di cinta senese dovevamo scegliere?”, rilancio io.

E così via.

E alla fine, mancano solo gli applausi, ma il bacio sulla scena non manca mai, preludio a quello che avverrà nel retropalco.

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