Psicopolitica della vita quotidiana

di cristinadellamore

Vi sarete accorti che qui di politica non si parla, se non per quello che ha a che fare con la nostra vita. Questo non significa, però, che di politica non ci occupiamo, per tante ragioni.

La prima: lei ed io siamo una famiglia arcobaleno e stiamo ancora aspettando qualcuno che si decida a riconoscere anche a noi i diritti che hanno le altre, per esempio che un figlio può avere due madri e non essere, per una delle due, un perfetto sconosciuto, tanto che neanche ti permetterebbero di andarlo a prendere a scuola, o magari sentirsi spiegare, nella peggiore delle ipotesi, come sta se lei dovesse essere ricoverata in ospedale.

E mi sembra che da questo punto di vista, la politica italiana non promette nulla di buono, in nessuno dei suoi numerosi partiti e movimenti.

La seconda: io lavoro in una piccola azienda, con meno di quindici dipendenti; mai tutelata dall’articolo 18 della legge 300/1970, e guarda un po’, non guadagno abbastanza poco da aver diritto alla riduzione della pressione fiscale introdotta con squilli di trombe e rulli di tamburo. Insomma, ho scoperto con una certa sorpresa di far parte di quelli che guadagnano tanto, figuriamoci.

Anche in questo campo, le cose non si mettono bene, ammettiamolo.

Ecco, tutto questo per dire che così come sta disegnandosi, questa Italia che si vuol rifare tutta nuova non ci piace per niente, addirittura ci piace meno di quella che c’era prima, guarda un po’.

E per quello che è in nostro potere, stiamo cercando di cambiarla in meglio, non in peggio.

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