Sonno, non sogno

di cristinadellamore

Strizzai gli occhi nel buio della nostra stanza da letto.

Non era suonata la sveglia, le lucine verdi sul mio comodino dicevano che erano solo le quattro del mattino, e mi ero svegliata perché la seconda bottiglia di birra stappata la sera prima stava reclamando i suoi diritti.

Non avevo nessuno voglia di lasciare il letto tiepido, ma dovevo andare in bagno.

Lei dormiva stretta a me, il capo sulla mia spalla, un braccio abbandonato di traverso sul mio ventre; mi divincolai gentilmente per non svegliarla, resistendo alla tentazione di deporre un bacio cui suoi capelli profumati prima, sulla dolce curva dei suoi fianchi poi.

Senza accendere la luce e senza cercare le pantofole, sgattaiolai in bagno e feci quel che c’era da fare, mi asciugai e tornai in camera da letto, per accorgermi, ora che le mie pupille si erano abituate alla poco luce che veniva da fuori attraverso le tende, che lei si era girata sull’altro fianco e mi dava la schiena.

Mi infilai a letto e la abbracciai da dietro prima di tirare su lenzuola e copertina, e dopo cercai di aderire il più possibile a lei, come due cucchiai nel cassetto delle posate; cercai di fare piano, volevo starle il più vicina possibile senza svegliarla, mi era sembrata stanca la sera prima, e quando raggiunsi il mio obiettivo fui colta di sorpresa.

“Sono sveglia per te, sempre”, la sentii dire, poi si mosse un po’ e sentii che aveva tra le gambe uno dei nostri giocattoli.

“Prendilo anche tu e addormentiamoci così”, più che un invito o una richiesta un ordine, cui obbedii di ottimo grado.

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