Lei, io, noi

di cristinadellamore

“Voglio che ti giri a pancia in giù e ti metti tranquilla, e no, non voglio legarti, stai solo giù e rilassati. Ecco, così posso cominciare da qui, a leccarti, scosto i capelli e senti cosa ti faccio con la lingua. Sì, lo senti e ti piace, ma per favore resta ferma, altrimenti rischi di farti male, lo so che lingua e labbra sono morbide ma qui ci sono anche i denti, e se sobbalzi così rischio di farteli sentire. Continuo qui sul collo, ecco, limitati a tremare, magari, lo rifaccio allo stesso posto. Brava, è meglio se ti limiti a fare i rumorini che fai sempre, rantoli e gemiti, ma controllati perché sarà ancora lungo, prima devo passare all’altro orecchio. Visto, hai fatto un lamento ma sei rimasta ferma, adesso continuo. Sul filo della schiena, magari, così. Come dici? Ah, certo che è bellissimo, sei bellissima tu, adoro esplorare il tuo corpo così, non immagini quanto sei bella vista da vicino, a pezzettini. Qui per esempio. Sì, ho capito che ti piace, e certo che continuo, figurati, non mi fermo, ma non vado dove ti aspetti, giro qui sulle reni. Sarebbe bello se facessimo un altro tatuaggio qui, che ne dici, un tribale, che poi posso seguire  con la lingua. Non aver paura, non sono stanca, ci metterò tutto il tempo necessario, e guai a te se domani mattina fai la doccia, devi stare tutto il giorno con la mia saliva che si è asciugata sulla tua pelle, anche qui proprio sul fianco che è così morbido e dolce che faccio fatico a non morderti. Sì, adesso scendo ancora un po’, ma molto piano, molto lentamente. Qui ti piace ancora di più, lo so, lo so che ti piace quando ti accarezzo con due dita, ti piace ancora di più adesso. No, non muoverti, stai tranquilla e sarai premiata, ecco, ti metto la lingua dentro. Stai ferma, ci penso io, mi aiuto con le mani per arrivare fino in fondo, mi creo più spazio, non contrarre i muscoli, non stiamo facendo una gara, se vuoi puoi lamentarti più forte. Basta così, poi ci torneremo, ma adesso voglio scendere ancora, che bella pelle morbida qui dietro il ginocchio. e non, non scalciare, mi fai male. Sono arrivata al piedino adorato, lo so che ti piace molto, qui, e sai che io impazzisco quando lo faccio, ecco, così, e adesso sono io che ho un problema, non mi controllo, mi devo fermare. No, non mi fermo, mi piace troppo e tu non stai più ferma, piace anche a te, davvero, e allora sì, ti amo, come tu mi ami”.

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