I figli non si pagano (ma anche sì)

di euro150

Allora, quasi ammazzata la legge 40 (e dico quasi, poi spiegherò perché), si pongono problemi di altro genere.

Problemi di soldi, tanto per cominciare. La fecondazione medicalmente assistita costa, e costa anche tanto: quando alcune pratiche erano vietate in Italia chi poteva permetterselo faceva le valige e se ne andava in Spagna, o in Inghilterra, o per risparmiare, nei Paesi dell’Est. Le Regioni, che hanno le mani sui cordoni della borsa della Sanità, hanno deciso di fissare per la fecondazione eterologa resa disponibile dalla Corte Costituzionale (ed anche questo è un caso particolare) un ticket più o meno omogeneo, che non è certamente bassissimo, ma è comunque una frazione del costo della procedura: dai quattrocento ai seicento euro a fronte di un costo che viene stimato in tremila euro, più o meno.

Qui non stiamo parlando di Regioni più o meno virtuose ma di un problema generale, quello delle risorse scarse per un servizio che siamo ormai abituati a considerare, nel suo complesso, indispensabile. Certo, se rubassero meno, ci sarebbero più soldi, ma con i “se” non si pagano le fatture.

E non finisce qui. Un figlio costa anche dopo che è nato, anzi soprattutto dopo. Per una donna, costa anche in termini di mancate possibilità di carriera, di raddoppio della fatica e degli impegni, di sacrificio del tempo per la propria vita, in un Paese come il nostro, dove tutti si riempiono la bocca con la parola famiglia ma per la famiglia fanno poco.

Ultima annotazione: devo spiegare perché, all’inizio, ho scritto quasi: un pezzettino di legge 40, bigotto e oscurantista quant’altri mai, è rimasto in piedi: proprio quello che riguarda me e mia moglie, e ci vieta di accedere alla fecondazione eterologa, perché ci è vietato sposarci. Non ci credete? Copio e incollo qui il comma unico dell’art. 5.

Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 4, comma 1, possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi.

Ne dobbiamo ancora fare, di strada.

 

 

 

 

Annunci