Adelante, una donna al volante

di cristinadellamore

Sì, perché io non ho la patente e non ho mai provato a guidare niente di più complicato di un triciclo, ma questa cosa deve finire, e allora cominciamo con ordine partendo dalla patente per le moto. No, non il patentino, quella per le moto vere.

Lei con grande pazienza ha cominciato a darmi le lezioni pratiche, ma per prima cosa mi ha chiesto di stare attenta a quello che fa quando viaggiamo assieme, ma cosa volete, adoro starle abbracciata ed è difficile pensare ad altro.

E allora, tardo pomeriggio di fine estate, casco ben allacciato, una strada tranquilla e la moto che aspetta, appollaiata sul cavalletto, il motore che ronfa e scoppietta al minimo.

Prima lezione, tirarla giù senza farsela rovinare addosso, e allora un piede a bloccare il cavalletto, due dita sulla leva del freno, e accidenti quanto è pesante.

Seconda lezione, salire in sella. Questo non è uno scooter, la inclino leggermente verso di me e scavalco.  Barcollo anche un po’, ma metto i piedi per terra e recupero l’equilibrio.

Terza lezione, partenza. In teoria so cosa devo fare, ci penso su mentre la moto  vibra tra le mie gambe, mi sembra in maniera diversa da quella cui sono abituata stando sul sellino posteriore. Per mettere la marcia devo togliere un piede da terra, lo faccio con attenzione inclinando la moto dall’altra parte, poi tiro la leva della frizione e do un calcetto al pedale del cambio. La moto sussulta, il motore perde un colpo e poi si riprende. Non posso restare per l’eternità così: lei è accanto a me, due passi più in là, magari per prendermi al volo se combino un pasticcio, sorride gentile e mi fa segno di provarci. Leggerissimo movimento di polso e lentamente lascio andare le dita della mano sinistra.

Il rumore del motore è cambiato, la vibrazione tra le mie gambe pure. Incredibilmente mi sto muovendo, la moto a passo d’uomo si regge in equilibrio. So cosa devo fare adesso, fermarmi senza far spegnere il motore. Di nuovo tiro la frizione e la moto addirittura accelera, ma lei mi ha spiegato perché, molto delicatamente, con la mano e col piede sui freni, l’altro piede tocca terra e sì, ci sono riuscita.

“Stasera festeggiamo, poi andremo avanti con le altre lezioni”, mi ha detto lei, ed io so già come.

 

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