Sulla strada

di euro150

No, Jack Kerouac non c’entra.

C’entrano le ragazze che, tra l’altro ma non solo, stazionano sotto i miei balconi, ogni sera ma anche di giorno, e di più nel fine settimana, carne giovane in vendita a pochi centesimi al chilo.

Le auto si fermano, una breve trattativa nell’italiano basico che qualcuno ha insegnato loro, e poi via, in una qualche strada secondaria, tra gli alberi e le siepi di questa zona che vanta molto verde.

Allora, ci sono due modi di affrontare la questione. Il primo è quello di costringere almeno queste ragazze a vestirsi più di una valletta televisiva media, così almeno non sembrano puttane, ed a raccogliersi vicino alle fermate dell’autobus (Ricordate la vecchia barzelletta raccontata da Gino Bramieri?). E’ quello che è stato applicato a Roma negli ultimi cinque anni, e non è che abbia risolto il problema.

Il secondo è più complicato e di non facile applicazione: liberare queste ragazze. E sì, perché questa idea sembra buona ma non lo è. Magari non avrò tanto movimento sotto casa, ma l’umiliazione di stare lì, esposte come sul bancone di una macelleria, non sarà loro risparmiata. E soprattutto, non sarà risparmiata loro la presenza di quelli che grazie al loro corpo vivono, e vivono bene.

Piccola ma necessaria digressione: prostituirsi non è reato. E’ reato guadagnare illecitamente sul corpo delle donne, ma chissà come mai di questo si parla meno; forse perché gli sfruttatori non si accomodano in abiti succinti sul marciapiede.

Intendiamoci, la soluzione del problema non può essere affidata ai sindaci o ai presidenti di Circoscrizione. Bisogna mettere mano alla legge del 1958, roba del millennio scorso, invece, e prevedere che le ragazze possano organizzarsi, lavorare assieme, in un appartamento, per maggiore sicurezza ed igiene, per conservare la propria dignità, e magari assumere una guardia giurata per evitare aggressioni e violenze.

Sento già le urla scandalizzate dei benpensanti: questo significa legalizzare la prostituzione. Leggere due capoversi sopra, grazie. Significa, semplicemente, riconoscere che finché ci sarà qualcuno disposto a pagare per il sesso, ci sarà qualcuno disposto ad incassare. E non è meglio che ad incassare siano le ragazze invece delle mafie che le sfruttano? A questo proposito, leggete un po’ qui, magari.

Altrimenti ditelo pure, le cose vi vanno bene così, abbondanza di offerta, prezzi bassi, e l’unico rischio è che vostra moglie si accorga di quel profumo dozzinale che si sente in macchina.

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