Andiamo lontano

di cristinadellamore

Il film era stato bello: lo aveva scelto lei, tra una quantità di DVD che, mi aveva detto, era stata raccolta da suo padre.

Era stato bello anche perché lo avevo visto abbracciata a lei, in due su una vecchia poltrona di pelle un po lisa ma comodissima.

“Vuoi vederne un altro?”, mi aveva chiesto, “o hai sonno?”

In realtà non avevo sonno, volevo stare ancora accanto a lei, appoggiarle il capo sulla spalla, sentire il suo braccio attorno ai fianchi e la sua mano che quasi distrattamente si spostava per accarezzarmi il seno e, ogni tanto, giocare con un capezzolo attraverso il cotone della maglietta che era il solo indumento che indossavo, e ogni volta mi tagliava il respiro.

“Rimettilo dall’inizio”, le ho risposto, “e continua a fare quello che hai fatto fino ad ora”.

“Va bene, fino a domani mattina, sei vuoi”.

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