Persico contest

di cristinadellamore

Il trancio di pesce persico è quanto di più lontano possa essere dall’esperienza di mangiare il pesce, e non solo perché arriva dal cuore dell’Africa, ma perché in realtà non sa proprio di niente.

“Più è difficile più dà soddisfazione”, ha dichiarato lei, ed io ho accettato la sfida: ognuna di noi ne avrebbe preparato uno a modo suo, e la cuoca peggiore avrebbe servito, in bagno ed a letto, la migliore, per due giorni.

Abbiamo messo anche il limite di tempo di mezz’ora  e quello della cottura, con il divieto di forno.

Pronte, via. E qui sono stata avvantaggiata dal PC un po’ più veloce del suo, nello sfogliare le ricette grazie al motore di ricerca di Mountain View. Ho preferito una preparazione semplice, con pochi ingredienti, ed ho effettuato anche una piccola variazione.

Intanto lei si affannava a pelare, tagliare e triturare non capivo cosa.

Alla fine, il mio persico in salsa ghiotta si lasciava mangiare, il suo in crosta di mandorle, purtroppo, è risultato bruciato nella crosta e crudo nel pesce.

L’avevo preparato facendo rosolare nell’olio e nel burro qualche filetto di alice ed uno spicchio di aglio; quando l’aglio è diventato scuro l’ho tolto ed ho fatto rosolare il trancio di persico che avevo leggermente infarinato. Ho sfumato con mezzo bicchiere di vino ed ho  una manciata di capperi che avevo ben pulito in acqua corrente per liberarli dal sale.

 

 

Sto scrivendo questo post dalla vasca da bagno: lei, dopo avermi insaponato la schiena, si è accomodata nella vasca e regge il portatile sulla schiena, ma dovrebbe abbassarsi un po’ di più per farmi stare perfettamente comoda. Testa sott’acqua, coraggio, tanto ho quasi finito, amore.

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