Magari domani

di cristinadellamore

Eravamo partite, come tutte le mattine, in direzione del centro: lei alla guida, io  abbracciata stretta come se ne andasse della mia vita. Ancora poca gente per strada, sole basso negli occhi e, quando ha dato gas tra un semaforo e l’altro ho sentito anche un pizzicorino sulla pelle: l’aria era abbastanza frizzante, con una promessa di autunno.

Ad un semaforo rosso ha messo il piede a terra, e poi ho sentito la sua carezza, gentile e forte, attraverso il sottile cotone dei pantaloni. Mi percorreva lentamente la gamba dalla caviglia al ginocchio, ed era come se non mi avesse toccata per mesi.

Con qualche equilibrismo e mettendo a dura prova il cambio, per tutto il resto del percorso non ha mai smesso di toccarmi e quando mi ha depositata a destinazione, senza neanche togliere il casco o alzare la visiera, ha incurvato le labbra come per mandarmi un bacio. Poi è ripartita rombando, ed io ho sentito quel bacio per tutta la giornata.

Quando è passata a prendermi, alla fine della giornata, ha alzato la visiera e mi ha sorriso, ed io prima di mettere il casco le ho restituito quel bacio col quale mi aveva fatto compagnia. Domani, magari, sarò io a mandarle i bacio, prima di lasciarci.

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