Una giornata così

di cristinadellamore

Non era successo nulla. Mi ero svegliata accanto a lei, e lei, come sempre, mi aveva sorriso e dato il bacio del buongiorno.

Però quando mi sono alzata mi sono sentita improvvisamente triste; sotto la doccia ho cominciato a piangere, e non ho più smesso. Avvolta nell’accappatoio, mi sono rincantucciata in un angolo, e ho pianto tutte le mie lacrime e anche qualcuna di più. Lì, da sola, in una stanza buia di questa grande casa umida e fresca, per tutto il giorno.

E lei non si è fatta vedere.

Ho smesso di piangere solo quando la giornata, una lunga e soleggiata giornata di agosto, finiva. E mi sono trovata davanti lei, con un sorriso dolce ed una grande tazza in mano.

“Bevi”, mi ha detto, “non devi dirmi niente, capita anche a me, qualche volta, e so che devo restare sola”.

Presi la tazza: era brodo, ma profumato e dolce.

“Dovrebbe esserci il porto, dentro, ma qui ho trovato solo il marsala. Ti farà bene, come fa bene a me”.

La guardai oltre l’orlo della tazza: era pallida e con le occhiaie. Mi sono fatta promettere che, la prossima volta, non avrebbe passato tutto il giorno dietro la porta, al di là della parete, ad ascoltare ogni mio respiro. Almeno doveva allontanarsi per andare a mangiare un boccone.

 

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