Nell’acqua della chiara fontana

di cristinadellamore

A qualche chilometro da qui c’è il bosco in cui gli abitanti del paese vanno per funghi ed hanno anche il vecchio diritto di legnatico. A piedi è una passeggiata niente male, me ne sono accorta quando lei mi ci ha portato in macchina.

Quasi sotto il ciglio della vecchia e sconnessa provinciale, c’è una sorgente che riempie una grande vasca metà di cemento e metà di pietra, ma tutta ricoperta di muschio.

E’ qui, mi ha detto lei, che una volta condusse un gruppo di ragazzini del paese, e dopo una lunga passeggiata nel caldo dell’estate, sudati e impolverati, tutti si spogliarono e fecero il bagno.

Lei sa che queste cose un po’ mi fanno male per la gelosia che mi provocano, un po’ mi eccitano e mi fanno venire strane idee.

“Quest’anno fa troppo freddo per fare il bagno, ma mi spoglio per te, puoi immaginarmi come ero, venti e più anni fa, e vedermi come mi hanno vista quei ragazzi”.

Una ninfa delle fonti, una driade dei boschi, ecco come l’ho vista, e quando l’ho abbracciata mi è sembrato di compiere un rito pagano della fertilità.

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