Nei sotterranei

di cristinadellamore

Non è la prima volta che vengo qui, ma è la prima volta che sono sola con lei in questa enorme, antica casa da cielo a terra, che se fosse a Roma o a Milano varrebbe qualche decina di milioni. Però è la prima volta che io e lei siamo qui da sole ed abbiamo tutto a nostra disposizione per i nostri giochi.

Ieri mi ha ordinato di spogliarmi, mi ha messo il collare, mi ha ammanettato i polsi dietro la schiena e per scale, scalette e strani passaggi mi ha portato fino alla cantina più profonda.  Mi aveva spiegato che qui, una volta, il bisnonno ed il nonno facevano il vino, e infatti c’è ancora un tino di cemento in un angolo; il pavimento è in terra battuta, gelido nonostante la stagione sotto i miei piedi nudi mentre aspetto, in piedi, la testa alta e gli occhi bassi, le gambe un po’ divaricate, i suoi ordini.

Non ha ordini per me, mi abbraccia e mi bacia profondamente, mi accarezza, mi sostiene alla fine, quandole ginocchia mi cedono per  il piacere.

Ci torneremo, e la prossima volta sarà lei ad essere nuda ed incatenata, ed io qualche ordine lo impartirò: perché la amo.

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