Sedili avvolgenti

di cristinadellamore

Eravamo, per una volta in macchina. Notte tiepida, tornavamo verso la città un po’ svuotata dal mese di agosto.

Lei guidava, poi ha accostato in fretta, lì dove la stretta provinciale un po’ si allargava e dove, di giorno, quando passavamo in moto, vedevamo sempre una bruna formosa e seminuda che si offriva agli automobilisti.

L’ho guardata alla luce del cruscotto e mi sono accorta che stava piangendo.

Sapevo perché, la tensione di una giornata strana, e sapevo anche cosa fare. Ho slacciato la cintura di sicurezza, ho evitato la leva del cambio e le ho posato il capo in grembo. Attraverso il lino dei pantaloni ho sentito il suo calore ed il suo odore ed ho follemente tirato fuori la lingua.

E lei ha smesso di piangere, mi ha preso per i capelli e mi ha detto: “Mi piacerebbe ma in macchina è scomodissimo. Adesso sto bene, possiamo arrivare a casa”.

Il più in fretta possibile.

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