Un regalo inaspettato

di cristinadellamore

Toccava a me essere la sottomessa. Avevo stretto il collare attorno alla gola e indossato i bracciali e le cavigliere di cuoio, mi ero inginocchiata con i polsi già uniti dietro la schiena e la testa bassa ed aspettavo di conoscere la mia sorte.

Lei mi ordinò di raggiungerla nella stanza da letto: non mi voleva sul pavimento, e con pochi gesti esperti mi legò a spreadeagle al gran letto di ottone; io già cominciavo a provare il meraviglioso piacere di essere completamente nelle mani della persona che amo.

Avrebbe usato il frustino? Mi avrebbe fatto colare la cera fusa sui seni? Avrebbe strizzato capezzoli e clitoride con le pinzette unite da una catenella? Tutto sarebbe stato bellissimo.

Lei mi aveva di nuovo lasciata sola e il prolungarsi dell’attesa moltiplicava il mio desiderio, poi sentii di nuovo la sua amata voce ed il suo ordine di chiudere gli occhi e restare perfettamente immobile.

Mi prese gentilmente la testa, fece passare qualcosa fino al mio collo e poi mi ordinò di aprire gli occhi e tenerli bassi.

Vidi che mi aveva fatto indossare una collana. Era sicuramente stata comprata su una bancarella, si capiva dalle pietre azzurre e bianche troppo leggere e regolari, ma c’era un pendente di metallo che si era annidato proprio nel solco dei miei seni, come se fosse stato fatto su misura.

Una sottomessa deve tacere, non potevo ringraziarla, e deve restare immobile, non potevo cercare di baciarla. Fu lei a farlo, ed a dirmi che avrebbe voluto essere quel pendente, per poter restare sempre con me.

E allora mi misi a piangere, che altro? Piango sempre quando sono troppo felice.

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