Un anniversario

di cristinadellamore

Stamattina, dopo la corsa e la doccia, non abbiamo comprato il giornale, lei non ha voluto e per tutta la giornata è stata triste e quasi assente, mi rispondeva più o meno a tono ma io capivo che pensava ad altro.

Alla fine mi sono inginocchiata ai suoi piedi e le ho chiesto di parlarmene: so che le piace, quando faccio la cagnolina affettuosa.

E allora lei, accarezzandomi i capelli, ha finalmente tirato fuori il rospo.

“Sai”, mi ha detto, “noi non eravamo ancora nate, ma trentaquattro anni fa ci fu un attentato alla stazione di Bologna, morirono ottanta e più persone, ma questa cosa ha colpito molto più vicino. Mamma era passata di lì, in treno, poche ore prima, stava andando a trovare papà che faceva il militare in Friuli, ed io mi sono sempre chiesta cosa sarebbe successo se avesse preso il treno dopo, cioè se papà si sarebbe sposato lo stesso, e insomma io magari non sarei mai nata”.

C’era una sola cosa da dire, l’ho detta: “Ed io come avrei fatto? Tu ci sei, e basta”.

Lei mi ha sorriso ed io ho abbassato la testa sfuggendo alla sua carezza per leccarle i piedi: lei lo sa che sono tutta sua, io so che lei è tutta mia, e a queste cose non ci deve più pensare.

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