Una rosa e una piscina

di cristinadellamore

E’ vicino casa, ci si può andare a piedi, e allora ogni tanto ci andiamo.

La piscina è grande, con molto spazio attorno per sdraiarsi e prendere i sole, e peccato che si deve usare il costume, ma è un piccolo sacrificio da fare per risparmiarci il viaggio in moto,specie quando il tempo, come in questi giorni, non sai mai cosa possa riservarti.

Lei ha solo un olimpionico nero, e allora ne metto uno simile anch’io, e ci allunghiamo sugli asciugamani. Bello, non c’è neanche la sabbia che ti entra dappertutto. Però fa caldo, manca la brezza del mare, e dopo  dieci minuti ho bisogno di tuffarmi in acqua; lei sopporta il caldo meglio di me, la raggiungo gocciolante e la schizzo per gioco.

Lei ride ed io le sorrido: mi è scappato, è quello che lei chiama il mio sorriso complice, quello che significa che so tutto di lei e lei sa tutto di me, e che ho voglia di fare l’amore e se fossimo a casa saremmo già nude ed abbracciate.

Il suo sorriso in risposta è diverso: amore, tenerezza, ed anche divertimento. Mi stendo di nuovo accanto a lei e lei mi dice: ti sei guardata? No, cosa c’è? Lo faccio e mi rendo conto che il tessuto tecnico blu mi si è appiccicato addosso come una seconda pelle ed è diventato quasi trasparente, e mi viene di nuovo da ridere.

Ti vogliono tutti, dice ancora, non coprirti e dammi la mano, così capiranno che non potranno mai averti.

Annunci