Rosa alchemica

di cristinadellamore

Adoro il suo profumo. Lo sento da una stanza all’altra, e potrei seguirla ad occhi chiusi non solo dentro casa, ma anche per strada.

Una volta lei mi ha detto: “Vuoi provarlo? Mettilo anche tu, fammelo sentire”.

E allora mi sono spoagliata davanti a lei, ho fatto la doccia e lei stessa mi ha spruzzato tra le gambe, tra i seni, sulla schiena.

Ho abbassato il capo ed ho sentito qualcosa di completamente diverso: su di me non funzionava, ho detto, e quasi mi sarei messa a piangere. Avrei voluto avere il suo stesso profumo per sentirla vicino a me anche quando lei non può esserci.

Poi l’ho vista, con gli occhi spalancati e le labbra socchiuse, ad un niente da me, e ho sentito la sua carezza ben nota  cercare quel punto particolare, che conosce solo lei, e che al suo tocco mi fa sempre piegare le ginocchia.

“Non dipende dal profumo, io non posso tenere le mani a posto quando ti vedo così”, ha detto a bassa voce, come se non fossimo sole. E io ho risposto che non volevo che tenesse le mani a posto, che volevo che facesse tutto, proprio lì, senza perdere altro tempo.

Alla fine, lei sedette sul pavimento e mi fece appoggiare la testa sul suo grembo prima di dirmi: “Questa storia del profumo, dovremmo riprovarci, magari domani”.

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