A quattro zampe

di cristinadellamore

Che belli i giocattoli che abbiamo comprato.

Ieri sera li abbiamo usati per la prima volta. Lei avrebbe voluto farsi legare ma io non me la sono ancora sentita e mi sono affidata alla sua esperienza.

Con il collare ben stretto attorno alla gola, legata al letto di ottone per i polsi e le caviglie, la pallina di plastica che mi riempiva la bocca, mi sono gioiosamente abbandonata e ho scoperto che il piacere che lei era solita darmi diventava ancora più intenso e coinvolgente.  Non avrei mai voluto essere liberata, e intanto mi contorcevo, sudavo, piangevo e venivo mentre lei alternava sapienti carezze ed altrettanto sapienti frustate sui miei punti così sensibili.

Quando mi ha tolto la gag-ball ho potuto solo dire “Grazie, mia Signora”, prima di essere quasi soffocata da un bacio dei suoi. Poi mi ha slegata, ma non aveva ancora finito con me.

“Adesso che te la sei goduta, tocca a te lavorare”, mi ha detto, mi ha quasi trascinata nello studio, si è accomodata in poltrona e mi ha fatta mettere a quattro zampe davanti a lei.

Ci sono rimasta per più di un’ora, mi ha detto poi, servendola con le labbra e con la lingua, incitata da qualche colpo di frusta se non facevo quello che voleva, premiata da una carezza e da un complimento se mi comportavo bene.

Ci sarei rimasta ancora di più: era bellissimo e lei non si è accorta che mentre le davo piacere stavo ancora prendendo il mio.

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