Toy Store

di cristinadellamore

Poi ci siamo finalmente andate, un pomeriggio, al sexy shop.

Lei è passata a prendermi alle cinque, dopo il lavoro,  abbiamo attraversato il Tevere prima di inoltrarci in vicoli e vicoletti, sulla moto da lei condotta con la consueta perizia, e ci siamo fermate in una piazzetta all’imbocco di Corso Vittorio.

Il sexy shop di Parigi era grande il triplo, questo scontava una mancanza di spazio che rendeva difficile farsi un’idea di quello che era in mostra, ma l’angolo dei giocattoli che più ci interessavano, un po’ nascosto da tutto il resto, mi è sembrato più che fornito.

Sotto l’occhio gentile di una bella ragazza  bruna un po’ più grande di me lei ha scelto tutto quello che ci serviva: collare, polsini e cavigliere di pelle nera, una gag-ball di plastica rossa ed un sottile frustino dall’aspetto cattivo.

Me lo ha porto invitandomi a sentire come mi stava in mano e mi sono accorta che era leggerissimo. Davanti alla mia sorpresa mi ha abbracciata e baciata e mi ha detto sorridendo: “Non voglio farti male, non voglio farmi male. Se vogliamo giocare dobbiamo farlo nel migliore dei modi”.

Visto perché la amo?

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