Dammi una lametta

di cristinadellamore

Abbiamo deciso di comune accordo di rinviare all’autunno il tatuaggio: adesso ci auguriamo di andare a mare, e non sappiamo se una cosa del genere potrebbe crearci problemi.

Abbiamo già una cosa più segreta che ci unisce, e per adesso ce la facciamo bastare. Lei è completamente depilata, e dopo un po’ le ho chiesto di farmi lo stesso trattamento. Lei ha risposto di no: mi ha detto che la prima volta è stata depilata con la ceretta, un dolore terribile, che faceva parte del percorso di sottomissione che stava vivendo con un’altra donna. Non mi ha fatto piacere sentirglielo dire, anche perché non potevo immaginare la donna che amo, forte, coraggiosa e sicura come la conosco, sottomessa a qualcuna che non fossi io, come io sono sottomessa a lei; poi mi sono resa conto che io allora non c’ero, e magari, come quello che avevo vissuto su di me, anche il suo altro non era che un viaggio che ci aveva rese degne l’una dell’altra.

E allora, lametta e schiuma da barba, io rado lei, lei rade me. Vi siete mai trovate sdraiate sulla schiena, le gambe spalancate, con una lama affilata che scorre lungo le vostre grandi labbra, danza attorno al clitoride, scorre verso il basso nei luoghi più privati e nascosto alla ricerca dei peli che guastano la liscia perfezione della vostra intimità? Non è altro che una nuova prova d’amore.

Siamo brune, ce ne sono tanti, e adoro abbandonarmi, quando lei mi dice, dopo avermi baciata, che mi ha sentita un po’ pungente ed è ora di ripulire il sottobosco. Sono certa, quando la guardo mentre sono io a sovrastarla ed a renderla liscia e morbida per me, che lei prova le stesse meravigliose sensazioni.

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