La nostra pelle, la nostra vita

di cristinadellamore

Lei dice che io sono troppo giovane per avere le rughe; non so se è vero, mi guarda con occhi da innamorata e quindi non obbiettivi. Ma sulla mia pelle c’è scritta la mia vita, i segni dell’intervento di quando fui aggredita, che stanno pian piano sparendo e che prima lei seguiva con la lingua, poi ha smesso quando le ho detto che non volevo che lo facesse, e il tatuaggio.

Ne andavo fiera, ero giovanissima e stupida, e quando lui me lo fece fare pensai che fosse un onore, dimostrava che mi aveva scelta, proprio me, tra tutte le donne del mondo. Sul pube, subito sopra il triangolo di peli nerissimi che allora non radevo, prese vita tra qualche piccolo dolore uno scorpione pure nero che puntava minacciosamente la coda verso la commessura delle grandi labbra. Poi ho capito, e lei mi ha aiutata anche in questo, che era solo lo stupido rituale del maschio, appena civilizzato, in altri tempi mi avrebbe tagliato un orecchio o messo un collare di ferro chiuso con un lucchetto, o magari mi avrebbe pisciato addosso, chi lo sa. Comunque sia, ne vado fiera ancora adesso: significa che ne ho passate, ma sono ancora qui, viva, libera, innamorata, felice anche di rendere felice la persona che conta di più nella mia vita.

Poi una volta le ho detto che avrei voluto farmi un tatuaggio per lei; ci ha pensato un po’ su ed ha detto va bene, ma voglio farne uno anch’io per te, siamo una coppia, siamo uguali, siamo pari, solo così posso accettare una cosa del genere. Per me è facile, ho pensato al suo nome ed ho deciso per una stella dorata all’attaccatura del seno che lei adora baciare, ma non avevamo proprio idea di cosa potesse tatuarsi lei, finché non abbiamo avuto l’idea giusta: lo stesso simbolo, allo stesso posto, come lo scambio delle vere d’oro.

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