La voglia matta (Non adatto agli animalisti)

di cristinadellamore

Nell’armadio a muro ci sono ancora alcune cose dei suoi genitori, dopo tanti anni, e l’ho aiutata a fare un po’ di pulizia.

Lei usa il loden, il trench e lo spolverino del padre, che le vanno appena lunghi (su di lei qualsiasi cosa sta bene, è una specie di miracolo), ma non può utilizzare le cose della madre, che era quindici centimetri più bassa. Peccato, c’era una bella giacca di montone rovesciato che sarebbe di moda anche adesso e, in fondo in fondo,dietro a due cappottini, le pellicce: un astrakan un po’ spelacchiato che era della bisnonna, addirittura, un castoro della nonna ed uno splendido visone biondo.

Mi ha detto che papà regalò alla mamma quella pelliccia quando lei nacque, e la ricorda ancora, quando la indossava le sembrava una principessa russa, nonostante gli occhi ed i capelli neri, la pelle olivastra ed i lineamenti da bellezza mediterranea. Ho allungato una mano a sfiorarne una manica, e ne sono rimasta affascinata per la setosa morbidezza. Lei ha detto qualche altra cosa ma io non l’ho neanche sentita, troppo impegnata a controllare il mio corpo.

Poi il suo respiro sull’orecchio, le sue labbra sul collo e finalmente la sua voce. Lo so, mi ha detto, cosa stai pensando, l’ho fatto anche io, non ti trattenere. In un lampo mi sono trovata nuda, e la mia pelle era avvolta e accarezzata dal pelo: lei me la aveva messa addosso al rovescio, mi guardava e mi sorrideva.

E allora davanti a lei mi sono accarezzata e sono venuta sussurrando il suo nome, e non sentivo caldo, o meglio lo sentivo ma era buono, come il suo abbraccio.

Quando siamo andate a letto sul comodino mi ha fatto trovare un libro un po’ ingiallito, che non avevo letto: era “La corriera stravagante” di Steinbeck.

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