La fine del mondo

di cristinadellamore

E’ stata una delle prime volte che abbiamo fatto sesso, e ancora non avevamo capito cosa provavamo l’una per l’altra.

Lei quella sera sembrava non avere tanta voglia, ma accettò i miei abbracci e le mie carezze, lasciò che mi spogliassi e che poi spogliassi lei coccolandola ancora di più, e quando mi vide vedo abbastanza calda mi portò a letto, mi fece sdraiare e dopo aver frugato in fondo ad un cassetto fece dondolare sotto i miei occhi uno stranissimo vibratore con una enorme testa rotante, una maschera di cuoio nero che sembrava nuova di zecca ed una confezione di preservativi.

La guardai interrogativa, lei mi spiegò il gioco che voleva fare ed io sorrisi e dissi che andava bene e che una cosa del genere non l’avevo mai vista.

Mi mise la maschera e mi accecò, si sedette a cavalcioni delle mie tette con molta gentilezza per non schiacciarmi e sentii un ronzio come di rasoio elettrico, quello che ogni tanto, all’epoca, usavo per depilarmi le gambe.

“Sei pronta?”, la sentii chiedere. Da sotto la maschera riuscii a dire di sì e lei cominciò a carezzarmi proprio lì con due dita, prima fuori e poi dentro. Mi piacque: cominciai ad ansimare un po’, e mi bagnai.

Lei mi avvertì che stava per passare alle maniere forti, mi ricordò di non muovermi e appoggiò con decisione la testa rotante sul mio clitoride, che sentivo sporgere tra le grandi labbra. All’inizio non sentivo niente, poi cominciai a gemere, forte: era aumentata la velocità di rotazione.

Lei si preoccupava già allora per me, fermò tutto e mi chiese se ero posto; risposi che poteva andare avanti, era molto bello. Senza dire niente lei fece qualcosa e sentii ancora di più la ruvida carezza tra le gambe, presi ad agitarmi, la afferrai per i fianchi e cominciai ad urlare.

Lei poi mi disse che ero rimasta senza fiato per più di dieci minuti, e la avevo addirittura fatta preoccupare, poi mi disse che voleva provare anche lei, ma non da sola, e se ma la sentivo di ricominciare.

E cosi ci contorcemmo, fino a trovarci fica contro fica, e infilò fra di noi quella macchina infernale. La guardavo attentamentee la vidi fare una smorfia di estasi e immaginai che anch’io avevo di nuovo la stessa espressione. Io cominciai di nuovo a gemere quasi contro la mia volontà, poi sentii lei urlare. Le chiesi di aspettare, ma non se ne dette per inteso, urlò ancora più forte e finalmente venne, prima di me, e poi venni di nuovo anche io, nelle orecchie il rombo del mio sangue scagliato dentro di me dal cuore che batteva a mille e che mi sentivo fino in gola.

Alla fine fui io a spegnere il vibratore che lei ancora stringeva mollemente in pugno, e lei mi baciò dolcemente, chinò il capo sul mio seno e incredibilmente si addormentò in un istante. Probabilmente fu in quel momento che decisi che la amavo e che lei mi avrebbe amata, a qualsiasi costo.

Annunci